03/09/2014

Cantina Coppula 1489

I Premi alla Cantina Coppola


           Il 2013 della Cantina Coppola è stato entusiasmante. Andiamo per ordine:


1. > Maggio: il Rosato Li Cuti Alezio Doc riceve il Diploma di Merito al Concorso Nazionale Rosati d’Italia;


2. > Giugno: al Concorso Internazionale dei Vini da Pesce, il riconoscimento è assegnato sia al Rosato che al Vermentino Li Cuti Salento Igt;


3. > Settembre: il Li Cuti Alezio Doc, Negroamaro in purezza della Cantina Coppola, si aggiudica il Premio Douja D’Or;


4. > Novembre: Paolo Massobrio e la Guida Il Golosario inseriscono il Doxi Alezio Doc fra i Top Hundred (i Migliori 100 Vini d’Italia). “Piacevolissimo l’ingresso morbido, ampio, caratterizzato da una sottile ed elegante speziatura… un vino di grande impatto!”, si legge nelle motivazioni;


5. > Dicembre: è la volta del Tafuri Passito Igt Salento che si aggiudica il Premio Dolce Puglia dell’Associazione Italiana Sommelier. “Autorevole, di gran pregio”, sostengono i sommelier dell’AIS.


 


           E non è finita. Infatti anche le Guide ai Vini 2014, in libreria in questi giorni, segnalano le eccellenze della Cantina di Gallipoli:


     > ottima scheda su I VINI D’ITALIA / L’ESPRESSO: “La famiglia Coppola si dedica alla viticoltura da qualcosa come mezzo millennio, il che non è poca cosa, anche per la media del vecchio continente”; si sottolinea che “i rossi non mancano certo di carattere” e si segnalano il Rocci, negroamaro vinificato in bianco, l’Alezio Doc Li Cuti Rosato, e il Tafuri Passito da negroamaro e primivivo “ciliegie sotto spirito e in confettura, cacao, echi di toni salmastri, denso, complesso, strutturato”;


    > su I VINI DI VERONELLI, Gigi Brozzoni e Daniel Thomases assegnano Due Stelle al Doxi Riserva Alezio Doc e al Tafuri Passito e ottimi punteggi agli altri vini;


    > positiva recensione anche su SLOW WINE di SlowFood: “Nei vini ritroviamo la sapidità e le note iodate derivanti dalle caratteristiche litologiche dei terreni e dalla vicinanza del mare”; elogi per l’Alezio Doc Li Cuti, “le note del terroir vengono valorizzate dalla fermentazione con lieviti selezionati a partire da quelli autoctoni di negroamaro, che ne esaltano i profumi”; l’Alezio Rosato Li Cuti, “fruttato e di struttura”, l’”agrumato e sapido” Vermentino Li Cuti; il Rocci “blanc de noir salentino, fruttato e fresco, migliora con un prolungato affinamento in bottiglia”; il Tafuri Passito “dalla lieve speziatura dolce”;


     > infine Luca Maroni sull’ANNUARIO DEI MIGLIORI VINI D’ITALIA, segnala la “morbida e densa suadenza” dei Bianchi; la “virtuosa integrità” del Rosato, ed esalta il Passito Tafuri: “dolcezza senza macchia e tutta polpa della sua balsamica, mentosa composta… che così carezzando fa il vino di eccellente fittezza estrattiva… il vigore consente alla sua massa tanta maestosa di porgersi ancor turgidamente fragrante. Viticoltura ed enologia virtuose per un effondersi tanto vividamente pastoso”.